Come lavorare nella moda: cos'è uno Showroom?

4:44 PM


Ultimamente ho ricevuto veramente tante domande via email, da parte di alcune di voi che mi chiedono nello specifico che lavoro faccio, di cosa mi occupo, come ci sono riuscita, cosa occorre per fare il mio stesso lavoro.
Ho deciso quindi di scrivere un paio di post per rispondervi, sperando possa essere utile in qualche modo a voi tutte che vi chiedete come lavorare nella moda.

Questo primo articolo riguarda il mio precedente lavoro: 
Agente rappresentante in Showroom per la regione Lazio, per conto di diversi uffici.
Per spiegarvi tutto però, ho bisogno di raccontarvi i miei esordi...



Cominciamo col dire che ho frequentato la facoltà di Scienze della Moda e del Costume a La Sapienza di Roma, con curriculum Economico-Manageriale.
Non ho mai finito il corso, non mi sono laureata e non credo che riuscirò mai a terminare.

Se devo essere sincera non credo che quella decina di esami che ho dato mi sia mai servita poi a qualcosa nella vita, ma era un corso interessante, l'unico a Roma gratuito (se per gratuito intendiamo 1500€ di tasse pubbliche l'anno!) ed il mio precedente tentativo di entrare nel percorso di Medicina fallì miseramente al primo test.

Al di la dei miei personalissimi punti di vista sulla (mal) struttura del mio corso di laurea, ciò che veramente mancava era chiarezza: chiarezza sulle possibili professioni da intraprendere, chiarezza dunque sulle molteplici figure del settore moda esistenti.
Quindi alla domanda: "e dopo cosa vorresti fare?" la risposta era un grande "Boh!"

Nel mio anno di immatricolazione, 2008, non esisteva che un misuro forum non ufficiale sulla nostra facoltà, gestito da un paio di assistenti dispotiche che alla buon'è meglio snocciolavano informazioni sulle lezioni, ricevimento dei prof, etc..
La cosa era veramente frustrante e i disservizi mettevano a dura prova la voglia di studiare.
Ho deciso quindi di aprire io un altro sito, un altro forum e con l'aiuto di alcuni professori e alcuni studenti volontari, passavo le mie giornate ad aggiornare il sito e renderlo il più possibile utile per tutti noi. La cosa ha funzionato alla grande fino a che non hanno hackerato il sito. Fine dei giochi, fine anche delle mie possibilità economiche di studiare. Toccava iniziare a lavorare.

La cosa però aveva acceso un campanello dentro di me, e sapevo che in qualche modo Internet mi sarebbe nuovamente tornato utile.

Cerco di farvela un po' più breve: leggo i primi fashion blog, decido che anche io ho un armadio intero da mostrare e penso di avere l'ironia giusta per scrivere qualcosa di utile e apro The Shabby Labels.
(Nel frattempo faccio i miei soliti mille lavori diversi: hostess di tutti i tipi, ragazza immagine, commessa, cameriera etc.. )
Ma non perdo mai di vista il lavoro che fanno i miei zii, che hanno uno showroom stupendo.
Ne sono sempre stata affascinata, un po' perché il posto è stupendo e immaginavo che lavorare in una location così bella dovesse essere veramente fantastico, e un po' perché vedevo un lavoro concreto "nel mondo della moda" a Roma, il che era veramente raro.
Non ho mai lavorato con loro o per loro, se ve lo state chiedendo!

In quel periodo ho però conosciuto il proprietario di un famoso negozio di Roma, che stava allargando i suoi orizzonti verso il web, l'ecommerce ed i blog.
Cercava una ragazza, una blogger che potesse creare dei contenuti per il blog-magazine ufficiale del negozio, gli sono piaciuta e per circa 8 mesi mi sono occupata di quello, per qualche ora al giorno.
Tramite anche i suoi consigli, in un momento particolarmente nero della mia vita privata, mi sono lanciata ed una notte, ho mandato a raffica decine di curriculum ad alcuni showroom di Milano, leggendo soprattutto i loro annunci sul sito Fashion Jobs.
Dubito che non lo conosciate, ma se così non fosse salvatevelo immediatamente tra i preferiti!




Di tutta quella lista di uffici, mi ha risposto solo uno: il più importante di tutti e quello a cui tenevo di più.
Ho preso un gran coraggio quindi ed ho accettato, il lavoro era come Vestiarista e assistente ai venditori.

Terminata la campagna vendite ho deciso di tornare a Roma.
Ho lavorato in diversi showroom, ma all'inizio di quest'anno ho capito che c'è solo una cosa che fa veramente la differenza, oltre allo stipendio, tra un posto di lavoro e un altro: i colleghi.
Possono rovinarvi l'esistenza, come possono diventare i vostri migliori amici.
A me non è andata bene, ed uscire da quel giro mi ha fatto guadagnare in salute fisica e mentale.




Detto questo però, finalmente vi spiego tutto quello che so sugli Showroom di Rappresentanza.

Cos'è uno Showroom di moda?
E' un ufficio di rappresentanza. 
Lo showroom rappresenta determinati brand (aziende) in un determinato territorio
A Roma esistono solo uffici regionali, quindi si occupano di distribuire tali aziende nei negozi del Lazio, mentre a Milano esistono solo uffici Direzionali, oppure Nazionali e Internazionali.
Ad esempio, gli showroom direzionali sono quelli di Marc Jacobs: si occupano direttamente loro della propria distribuzione mondiale. 
Un po' tutti i nomi più importanti come Chanel, Louis Vuitton etc.. non si farebbero mai affiancare da altri licenziatari e per mantenere una distribuzione d'élite curano personalmente ogni punto vendita.

Non ci sono però regole fisse, ad esempio Fendi ha sempre avuto uffici direzionali ma lasciando la licenza degli accessori e del tessile ad altri ufficetti di regione, anche se da quest'anno con i cambi ai vertici le licenze sono state ritirate.
Altri esempi pratici uguali a Fendi sono Dsquared, Who's Who, Missoni...
Tutte voi conoscete sicuramente qualche negozio che vende sia brand medio bassi ma che poi vende anche accessori come questi.
Ecco, quelle sono le licenze che grosse aziende lasciano ad alcuni showroom, quasi sicuramente perché con le prime linee non riescono a fare "cassa".

Che cos'è una campagna vendite?
E' il determinato periodo in cui gli showroom si riempiono delle collezioni di campionario, pianificano gli appuntamenti con i clienti (i negozi) e quindi di fatto distribuiscono le aziende secondo le proprie logiche.
Quali sono le figure lavorative all'interno di uno showroom di moda?

Il solitario tuttofare:
Un ufficio piccolo e combattivo, come ce ne sono tanti a Roma, può anche avere una sola persona.
In teoria si potrebbe anche lavorare senza ufficio, e fare da rappresentante per una o due aziende (piccole e sconosciute ai più) per tentare di aprirsi un varco e cominciare a conoscere i clienti del territorio.
Non è un ipotesi da scartare ma dovete avere la faccia come il culo, il sorriso stampato in faccia, una macchina, un navigatore e tanti soldi per la benzina. Ah, la partita Iva è necessaria e fa male, molto male quando si tratta di pagare le tasse. Regime dei minimi un par di palle!

La segretaria amministrativa/commerciale:
La maggior parte degli showroom ce l'ha, se non ce l'ha scappate a gambe levate: io stavo uscendo fuori di testa ad occuparmi sia del lato amministrativo (fatture, ddt, recupero crediti…) sia della parte logistica (smistamento campionari, allestimento ufficio, vendita vera e propria..)
Se invece vi piacciono i numeri e la moda, o se avete esperienza come contabilità fatevi avanti: sappiate comunque che sarebbe meglio avere una personalità aggressiva e combattiva altrimenti i clienti vi mangiano.
Lo stipendio si aggira intorno ai 1200€.

L'assistente al venditore, la vestiarista:
Figure che esistono solo in uffici più corposi, quindi non parliamo di showroom regionali.
L'assistente talvolta si occupa dell'agenda del venditore, porta caffè, sparecchia, mette sempre in ordine la collezione, tiene aggiornate le cartelle colori ed i copia commissione sul tavolo del venditore, risponde al telefono, allestisce l'ufficio, insomma fa di tutto tranne che vendere, aprire bocca o dare il proprio parere. Nessuno lo vuole.
La vestiarista fa tutto quello scritto precedentemente, ma soprattutto aiuta le modelle (o i modelli!) a vestirsi. 
In uffici grandi come quelli di Milano, per aziende top come quella per cui lavoravo io (N.21 di Alessandro dell'Acqua) il cliente entra e scruta la collezione.
Prima di sedersi e fare il suo ordine, vuole sicuramente vedere alcuni capi indossati. Quindi la vestiarista mette tutta la scelta sullo stend e va a vestire la modella come una barbie.
Gli orari sono assurdi, non ci sono giorni liberi e la paga è buona ma stagionale. 
Di solito va da 50€ al giorno fino a 80€, ma solo per la durata della campagna vendite.
NB: Se ti viene la febbre e manchi due giorni, al turno successivo non ti richiamano.

Il venditore junior:
Di solito iscritto alla Camera di Commercio come Agente Rappresentante, è l'unica figura di vendita negli showroom regionali.
La differenza con il senior la si trova solo negli uffici più importanti; di fatto lo junior vende solo al mercato Italiano ed in teoria parla solo in Italiano.
Stipendio:
A Milano, se preso a lavorare "a chiamata" e quindi solo per la Campagna Vendite, solitamente viene pagato dai 100€ ai 200€ al giorno. 
Negli showroom regionali la questione è molto più complessa…
Gli schiavisti ti fanno aprire la partita iva, ti fanno fatturare 1000€ al mese e ti illudono di prendere una percentuale sul venduto (dall'1% al 5%)
Gli schiavisti buoni ti rimborsano la benzina. Ma solitamente è utopia.

Il venditore senior:
Come dicevo, la differenza con lo junior è che il venditore senior conosce più lingue, ha forse anche più esperienza.
Solitamente si parla inglese e si vende un po' a tutto il mondo, ma per quanto riguarda Russia e Cina, ci sono altri venditori senior madrelingua.
Questi due mercati infatti sono talmente importanti (e rompicoglioni) che solitamente, non sempre, preferiscono parlare con una persona del proprio paese.
Stipendio:
A Milano, va dai 150€ ai 250€ al giorno per la durata della Campagna Vendite.
Se invece si ha il posto fisso (rarissimo) gli accordi saranno diversi, solitamente però la percentuale che si prende sul venduto è buona, perché i fatturati stessi lo saranno.
A Roma, non esiste il pagamento per giornata, potrebbero però prendervi solo per i 3 mesi della c.v.
Diciamo che anche qui, se avete già esperienza lo stipendio oscilla dai 1200€ ai 2000€.

L'ufficio stampa dello showroom:
Se l'ufficio che avete puntato ha pure un ufficio stampa ed ospita dei press day, sicuramente è uno showroom di peso.
Raramente è una figura che si trova all'interno come dipendente fisso, molto più facilmente si affidano ad agenzie di comunicazione esterna al bisogno.

Il proprietario dello showroom/ il Manager dello shoroom:
Non sempre sono la stessa figura, e quanto guadagnano non è dato saperlo.



I miei consigli:
Per lavorare in showroom, che siate voi di Roma o di Milano (si fa per dire, parlo di qualunque capoluogo) dovrete necessariamente essere automuniti.
Nessuno mai vi metterà a disposizione né macchina né cellulare.
9 volte su 10 vi chiederanno di aprire la partita iva: cercate di non farlo, credetemi è un massacro di soldi di pagare.
Caratterialmente sarebbe meglio se non foste polemici come me, troppo amanti della verità, (i migliori venditori sono i perfetti bugiardi) e troppo sensibili.
Certe volte bisogna avere il pelo sullo stomaco, sia per vendere brutti vestiti, sia per lavorare con gente antipatica o ignorante.
Amare la moda vi sarà utile solo come argomento di conversazione con i clienti, sapere cosa andrà di moda la stagione successiva, che colori, stampe o modelli, conoscere i blogger, con chi stanno collaborando, ed avere la propria bacheca Facebook invasa dai post dei vostri clienti vi aiuterà a capire chi sono. Aggiungeteli tutti.

Potete scrivere qualunque cosa sul vostro curriculum...
Tanto l'unica domanda importante che vi faranno sarà questa:
Conosci i clienti della nostra regione?

Se siete quindi veramente interessati a lavorare in showroom fate una cosa: pianificate il giro di tutti i negozi multibrand che conoscete ed andateli a trovare.
Presentatevi e dite pure loro la verità, che vorreste lavorare in questo ambito e che intanto volete conoscere chi sono i negozianti, coloro che stanno su strada col coltello in mezzo ai denti per combattere la crisi.
Già solo questo approccio potrebbe non solo aiutarvi molto nel rompere il ghiaccio, ma potrebbe anche portarvi fortuna.
Se infatti qualcuno rimanesse colpito da questo slancio, potrebbe lui stesso fornirvi un qualche indirizzo per presentarvi.
Tutti i commercianti conoscono tutti gli showroom e viceversa.

Questo tipo di relazioni così come questo tipo di lavoro, prettamente di pubbliche relazioni, è un motore. Dovete innescarlo. Mandare curriculum serve, ma serve di più andarsele a prendere di persona le cose.

Spero di esservi stata utile in qualche modo, se avete altre domande fatele pure qui nei commenti.

Il prossimo post riguarderà invece, il mio attuale lavoro..


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3 commenti

  1. Great pics !!xx
    http://mmshopaholic.blogspot.com/

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  2. ciao Lucrezia innanzitutto vorrie farti i complimenti per l'articolo, ben dettagliato e ricco di contenuti, non credo che qualcun altro potesse mettere a disposizione tante informazioni, ti faccio i miei complimenti per la tua schiettezza nel raccontare determinati scenari e vicissitutdini della tua vita, quante cose hai fatto e quante ancora ne farai... rinnovo i miei complimenti e spero di poterti leggere il mio blog... ti aspetto, spero verrai per me sarebbe un grandissimo onore...

    RispondiElimina
  3. Lucrezia, è la prima volta che mi fermo nel tuo blog e l'ho trovato veramente ricco di contenuti e di spunti. Ho apprezzato soprattutto la trasparenza con cui hai parlato anche a proposito degli showroom e degli "schivasti".
    Ti ringrazio tantissimo inoltre per aver condiviso con tutti noi il sito di Fashion Jobs che, sì, mi sono subito salvata tra i preferiti perché non lo conoscevo affatto. Mi ha fatto piacere scoprirti :)
    A presto cara e buon blogging

    Francesca http://everydaycoffee23.blogspot.it/

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