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UNHCR presenta l'iniziativa #mettiamocelointesta

1:11 PM



#mettiamocelointesta, cos’è?


3,5 milioni di bambini rifugiati non hanno accesso all’istruzione. 
Sono bambini che la guerra ha strappato alle loro case, ai loro giochi, alle loro vite. 
Senza istruzione, il loro futuro è incerto e la loro stessa sopravvivenza è in pericolo.

UNHCR, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, è la principale organizzazione al mondo impegnata in prima linea a salvare vite umane e a proteggere milioni di rifugiati, sfollati e apolidi in più di 127 paesi nel mondo.



Mettiamocelo in testa è una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi che parte da un presupposto reale: solo l’istruzione può salvare la vita e il futuro di un bambino rifugiato. Come emerge dal rapporto dell’UNHCR Left Behind al mondo ci sono circa 3,5 milioni di bambini rifugiati che non hanno la possibilità di andare a scuolaEcco perché per il secondo anno consecutivo ci proponiamo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza dell’istruzione per la sopravvivenza e il futuro di milioni di bambini rifugiati e di raccogliere fondi per garantire loro accesso a un’istruzione di qualità. 

Dal 14 al 28 gennaio si può contribuire a #mettiamocelointesta inviando un SMS al numero solidale 45516. Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari Wind Tre, TIM, Vodafone, Coop Voce e Tiscali; sarà di 5 euro per le chiamate da rete fissa TWT e Convergenze, di 10 euro per Vodafone, di 5 e 10 euro per ciascuna chiamata fatta sempre al 45516 da rete fissa TIM, Wind Tre, Fastweb e Tiscali.


I fondi raccolti andranno a sostenere il progetto avviato nel 2012 dall’UNHCR, Educate a Child, un innovativo programma di istruzione presente in 12 paesi: Siria, Iran, Ciad, Pakistan, Yemen, Etiopia, Malesia, Kenia, Uganda, Ruanda, Sud Sudan, Sudan. In cinque anni questo progetto ha garantito accesso all’istruzione a 1 milione di bambini rifugiati e sostegno economico diretto a 76 mila bambini provenienti da famiglie vulnerabili. Inoltre, dall’inizio del programma sono state costruite e ristrutturate 210 scuole in 12 paesi e sono state realizzate e ristrutturate 3.133 classi.

Ma avere le infrastrutture non basta.

Per le famiglie rifugiate che da anni vivono in esilio, che hanno esaurito i risparmi, che non riescono a lavorare, è impossibile pagare le tasse scolastiche e sostenere i costi di trasporto e degli esami. Per questo, abbiamo supportato 76 mila famiglie con un sostegno economico diretto. Una volta creata la possibilità di andare a scuola, è essenziale preoccuparsi di un effettivo inserimento. L’UNHCR stima che in media un bambino rifugiato perda da 3 a 4 anni di scuola a causa della fuga forzata. In molti paesi le lezioni saranno svolte in una lingua che i bambini conoscono poco o per nulla. Per questo servono corsi di recupero che consentono ai bambini di non rimanere indietro: in cinque anni ne hanno beneficiato oltre 323.000 bambini.








Infine, vogliamo garantire che l’istruzione sia di qualità, per cui il ruolo degli insegnanti è fondamentale. Devono avere le competenze e le capacità per relazionarsi a bambini spesso traumatizzati, che hanno visto le loro case bruciare o i genitori uccisi, bambini ex soldato o vittime di violenze sessuali. Altri potrebbero avere delle disabilità dovute alla guerra. Pertanto, abbiamo ritenuto indispensabile formare e reclutare oltre 19 mila 300 insegnanti.
Se garantire l’accesso all’istruzione è fondamentale per i bambini rifugiati, è altrettanto importante che i giovani italiani abbiano una corretta conoscenza dell’asilo e delle condizioni di vita dei rifugiati in Italia. Per questa ragione, parte dei fondi della campagna sarà utilizzata per attività di sensibilizzazione e informazione su queste tematiche.


Potete seguire l'agenzia anche su Facebook, Instagram e Twitter.

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