Oreficeria e nichel: tutto ciò che bisogna sapere

L’utilizzo del nichel in oreficeria ha una lunga storia e una presenza significativa nell’industria gioielliera. La sua versatilità emerge nella capacità di formare leghe con altri metalli, come l’oro e il platino, contribuendo a migliorare la robustezza e l’estetica dei manufatti. Tuttavia, la consapevolezza dei rischi associati alle reazioni allergiche al nichel ha portato a regolamentazioni rigorose per garantire la sicurezza dei consumatori.

In questo contesto, è importante essere consapevoli della presenza di questo metallo anche quando si vuole vendere un proprio gioiello online. Dichiarare la presenza di nichel durante una valutazione dell’oro online, garantisce un corretto riutilizzo del gioiello secondo le normative vigenti.

Cos’è il nichel?

Il nichel è un elemento chimico appartenente al gruppo dei metalli di transizione ed è identificato dal simbolo Ni nella tavola periodica degli elementi. Si presenta come un metallo duro, duttile e resistente alla corrosione, caratteristiche che lo rendono prezioso in svariati settori e applicazioni. La sua scoperta risale al XVIII secolo, ma è nel corso del tempo che il nichel ha acquisito sempre più importanza nel settore industriale. Oggi, è ampiamente utilizzato nella produzione di leghe metalliche, come l’ottone e l’acciaio inossidabile, conferendo loro ampia resistenza e durabilità.

Tuttavia, è importante notare che alcune persone possono sviluppare sensibilità e allergie al nichel, causando reazioni cutanee. Pertanto, il controllo dell’esposizione a questo metallo è essenziale, soprattutto nel settore della gioielleria e nella produzione di oggetti a contatto con la pelle.

Perché viene utilizzato in oreficeria?

Il nichel è un metallo che trova ampio impiego in oreficeria per le sue caratteristiche uniche che contribuiscono alla creazione di gioielli durevoli e attraenti. Tra cui:

  • resistenza alla corrosione: grazie a questa caratteristica e all’inerzia chimica il nichel è ideale per  per la produzione di medaglie e gioielli che devono mantenere la loro bellezza nel tempo.
  • combinazione con altri metalli: la lega di nichel può essere utilizzata in combinazione con altri metalli preziosi, come l’oro o il platino, per creare leghe resistenti e allo stesso tempo più accessibili.
  • finitura lucida e duratura: infine, la capacità di conferire una finitura lucente e duratura ai gioielli fa del nichel un elemento apprezzato nell’industria orafa.

In sintesi, l’utilizzo del nichel in oreficeria è motivato dalla sua versatilità, durabilità e capacità di migliorare l’aspetto e la longevità dei gioielli.

Regolamentazione sull’utilizzo del nichel

La regolamentazione sull’utilizzo del nichel è una componente fondamentale delle normative sanitarie e di sicurezza, poiché questo metallo può provocare reazioni allergiche e dermatiti in alcune persone.

Nel settore dell’oreficeria, ad esempio, l’Unione Europea nel 1994 ha stabilito regole rigorose tramite la Direttiva 94/27/CE, che limita l’uso del nichel nei materiali a contatto con la pelle. La normativa specifica i limiti di rilascio di nichel da parte di gioielli e orologi, al fine di proteggere i consumatori da reazioni allergiche indesiderate. Produttori e designer di gioielli devono aderire a questi standard, dichiarando la presenza di nichel nei loro prodotti e garantendo che i livelli di rilascio siano conformi alle norme di sicurezza.

Per quanto concerne le nuove produzioni, è essenziale che i fornitori di leghe rilascino dichiarazioni che certifichino la conformità del prodotto, una prassi che deve essere seguita anche dai produttori poiché ogni fase della lavorazione può influire sui valori di rilascio. L’azienda produttrice del gioiello, che appone il proprio marchio di fabbrica, assume l’unico onere nei confronti del consumatore finale, rispettando la Normativa UNI EN 1811/2011.

In ogni caso, la presenza di nichel, nei limiti di cessione consentiti, deve essere obbligatoriamente indicata su confezioni o etichette.